I nostri spazi

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  1. Che cos'è l'osteoporosi
  2. I sintomi
  3. La diagnosi
  4. Metodica
  5. La prevenzione
  6. La Cura

CHE COSE' L'OSTEOPOROSI

 

L’osteoporosi è una patologia dell’osso che comporta non solo una perdita di massa, ma anche una alterata qualità dell’osso stesso che diviene dunque più suscettibile alle fratture.
Tuttavia c’è da dire che altri fattori contribuiscono alla malattia: l’eccessiva magrezza, il fumo, un apporto basso di calcio e vitamina D con la dieta, l’immobilità e comunque una scarsa attività fisica, l’uso di farmaci quali il cortisone a dosi anche non elevate, ma protratte nel tempo, gli immunosoppressori ed altri.
Indubbiamente anche la predisposizione del soggetto gioca un ruolo fondamentale, dal momento che il picco di massa ossea (cioè la massa ossea che ciascuno di noi acquisisce fino al completamento dello sviluppo corporeo) è il patrimonio che abbiamo da spendere nel corso della vita. Di conseguenza un basso picco di massa ossea predispone all’osteoporosi.

 

I SINTOMI

La malattia osteoporotica è subdola, in quanto si instaura in modo silente, dando manifestazione di sé quando ormai sono presenti i danni. Questi consistono nelle fratture più o meno rilevanti a carico dei corpi vertebrali, in particolare delle vertebre dorsali e lombari: questi crolli possono essere di pochi millimetri fino al collasso completo della vertebre.
La manifestazione è il dolore, a volte molto intenso, alla colonna vertebrale, esacerbato dalla posizione eretta e seduta, persistente nel tempo e spesso refrattario ai comuni antidolorifici. Qualora non s’intervenga in tempo, il rischio maggiore è rappresentato dall’alta probabilità che ad una prima frattura vertebrale ne seguano poi delle altre per un effetto “domino” a cascata.
La frattura di femore, frequente soprattutto nell’anziano, rappresenta l’altro evento grave dovuto all’osteoporosi: generalmente avviene per un trauma, anche modesto, da caduta, ma può essere anche spontanea, cioè avvenire senza alcuna causa apparente e dovuta al fatto che l’osso è così fragile da cedere sotto il solo peso del corpo.
La frattura di femore e le complicanze ad essa legate rappresenta una delle più frequenti cause di morte del paziente anziano.

 

LA DIAGNOSI

La diagnosi di osteoporosi viene fatta mediante l’esame MOC che abitualmente viene effettuato con tecnica DEXA (dual energy x–ray adsorbimetry), oppure con tecnica ad ultrasuoni.
La prima si serve di una macchina, il densitometro in grado di effettuare delle scansioni al rachide, al femore, all’avambraccio, total body. L’emissione di radiazioni è molto modesta tanto che non servono particolari accorgimenti per l’operatore, tali radiazioni possono essere quantificate come quelle assorbite per una radiografia da un dente o come quelle assorbite durante un volo aereo di media durata.
L’esame MOC fornisce dei valori che possono essere comparati con quelli ideali del picco di massa ossea di un giovane adulto (T-score) e con i valori di una vasta popolazione omogenea per età e sesso (Z-score).

 

METODICA

La metodica DEXA, impiegata presso il nostro Centro, è di facile esecuzione, di breve durata (pochi minuti) con minimo assorbimento di radiazioni.
Con l’assistenza del Personale infermieristico, il Paziente viene posizionato ed una volta eseguito l’esame, il Medico Specialista redige il referto che viene quindi consegnato immediatamente con i consigli riguardanti  eventuali approfondimenti clinici e l’eventuale terapia farmacologia.

 

LA PREVENZIONE

La prevenzione è importante soprattutto per il sesso femminile: la dieta con sufficiente apporto in calcio e vitamina D (latte e derivati, ma anche molte verdure, legumi, taluni tipi di pesce e diverse acque minerali).

 

LA CURA

Oggi abbiamo a disposizione molti farmaci per la cura dell’osteoporosi: i Bisfosfonati che bloccano i processi del catabolismo dell’osso (la sua distruzione), il Ralenato di Stronzio che agisce anch’esso sul catabolismo, ma sembra avere efficacia anche sulla neoapposizione dell’osso, la Teriparatide (frazione attiva del Paratormone) che agisce esclusivamente favorendo la formazione di nuovo tessuto osseo (neoapposizione). Il calcio e la vitamina D, soprattutto nel Paziente anziano che ha un ridotto assorbimento di queste sostanze e molto spesso si espone poco ai raggi solari, costituisce il primo impiego terapeutico e spesso può e deve essere associato alle terapie “di fondo” più impegnative, come dimostrano i più importanti studi clinici in materia.

 

 
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